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Rendez-vous - Gianni Gaudini PDF Stampa E-mail

Rendez-vous

 

 

E’ in quel momento che entra un uomo ansimante e mi si piazza davanti. Attendo l’ordinazione mentre lo vedo togliersi il cappello e regalarmi un sorriso.
«Persone gentili, oggi» penso.
«Scusi il fiatone» mi dice «ma un Maggiolone che a malapena si reggeva in strada mi ha rubato il parcheggio e ho girato il quartiere tre volte, prima di posteggiare a mezzo chilometro da qui.»
Il signore si aggiusta gli occhiali, mettendo a fuoco il gruppo musicale in fondo al locale, pronto per una nuova esecuzione.
«Ci tenevo a tornare da voi per questa interessante iniziativa.»
«E’ già stato qui? » chiedo.
«Si, molti anni fa. Quando ero giovane frequentavo regolarmente questo posto, con la mia ragazza. E ora che sono solo, i ricordi di quei giorni vengono spesso a trovarmi.»
Il signore concede un panoramico sguardo alla recente ristrutturazione del posto.
«In che cosa posso servirla? » chiedo roteando la mano verso il retro del banco, per mostrare le numerose possibilità.
«Questa cos’è? » dice guardando la tazza sul banco.
«E’ una delle nostre cioccolate, ma l’ho fatta da qualche minuto, aspetti che gliene preparo un’ altra.»
«No, lasci, preferisco berla non bollente, questa andrà benissimo.»
Gli allungo la tazza lasciata intatta dalla signora.
Il batterista lancia il tempo in quattro ma decide di non partire con l’accompagnamento, lasciando il compito dell’introduzione del brano al solo contrabbasso.
«Sa cosa mi renderebbe felice, adesso? »
«Cosa? » chiedo.
«Poter condividere un momento così con la mia ragazza di allora. »

Amore, fai presto, io non resisto...
se tu non arrivi non esisto
non esisto, non esisto...

Ester espone, con precisa attenzione ai dettagli, la linea tematica del conosciutissimo “Il cielo in una stanza”, egregiamente sostenuta da un elegante walkin bass del contrabbassista.
Solo nel primo inciso entra il pianoforte, con un’audace modulazione che alza improvvisamente il brano di un tono rispetto alla tonalità iniziale, vivacizzandone l’esecuzione.
«Molto bravi» considera il mio nuovo ospite «Chissà se hanno in repertorio “L’appuntamento”? Era la nostra canzone preferita. »
«Mi spiace per lei» dico alla persona che mi trovo di fronte «ma l’hanno appena eseguita.»
«E’ la storia della mia vita» considera il brizzolato signore «Arrivo sempre in ritardo. E oggi è un vero peccato: perdersi una così bella canzone…»

 

 

Gianni Gaudini