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Una passione sconfinata - Rita Lia PDF Stampa E-mail

Una passione sconfinata 

 

Mentre parla, la guardo ammirato. Gonna, golfino di cashmere, nessun gioiello. Le piace immaginare di vivere in un mondo fantastico, perciò ha chiamato la sua gatta Biancaneve. Oltretutto il nome ricorda il colore del pelo privo di macchie.
L’osservo attentamente: neanche un filo di trucco. Vera è seduta di fronte a me a un tavolino del bar all’angolo.
Fuori cominciano a cadere i primi fiocchi di neve. Si posano lievi sulle vetrate, sciogliendosi all’istante in gocciole d’acqua.
L’atmosfera è surreale e richiama su di sé l’attenzione, vibrando d’insolita energia.
Dentro si sta come in un nido accogliente e sicuro.
“Mi piacerebbe bere una cioccolata calda. Pensa…la vorrei sorbire in una tazza dal colore rosso fiammante…una tazza con le ali capace di venire a volo da me” -  scherza, ma non troppo, Vera. Sembra strano che parli così, rifacendosi a una realtà immaginifica, una donna come lei che ha carattere da vendere. E’ la voglia della cioccolata che la rende giocosa e dolce come una bimba.
E’ consuetudine incontrarci in questa cioccolateria inaugurata di recente. Il lusso dell’arredo non è fine a sé stesso. E’ qualcosa che si adatta al tuo stato d’animo e ti fa star bene. E’ da provare per vivere un’esperienza multisensoriale.
Attraverso il coperchio di vetro, il lungo banco lascia intravedere  dolci di ogni specie. Una fantasia di forme e colori da cui si sprigionano aromi speziati, fruttati, anche fioriti, che esaltano il profumo dominante del cioccolato.
Chi ha bisogno di provare per credere che non sia solo suggestione, può chiedere tranquillamente un assaggio.
Vera si è alzata. Accanto al bancone scruta ogni cosa con golosa attenzione.
Con aria interessata, osserva ogni particolare. Immagina quale dolcetto possa piacerle di più: il tartufo ripieno di cioccolato fondente, o il bignè rivestito di crema bruna da cui gocciola una scia brillante, o la tartelletta ripiena di briciole di cioccolato? La scelta è davvero molteplice.
Un po’ discosto, un pasticcere – così giovane eppure tanto bravo, pensa  Vera – è intento a preparare la cioccolata calda, che lei ha ordinato. E’ assorto come nel compimento di una sorta di rito. Niente lo distrae, mentre le sue mani agili e delicate manipolano con garbo gli ingredienti.
Dapprima versa il latte in un pentolino, stemperandovi all’interno qualcosa dalla consistenza impalpabile. Pare farina, ma è amido di mais. Vera lo legge sulla confezione e ne chiede conferma al giovane Francesco – questo è il suo nome come Vera ha appurato nella fugace conoscenza. In seguito, si setaccia del cacao in polvere.
“Ora bisogna mescolare tutto con la frusta per sciogliere ogni eventuale grumo”- spiega Francesco.
E’ la volta del cioccolato fondente, che viene spezzettato e sciolto nel microonde. Intanto, il latte giunto a bollore riceve in un caldo abbraccio il cioccolato fuso. Francesco amalgama con gesto sicuro e fa addensare il composto. Vera è attratta dal colore bruno e opalescente. La liscia compattezza le comunica forza, passione, entusiasmo. Evoca immagini festose, fragranze sensuali e inebrianti.
Vera fa ritorno al tavolino dove l’attendo, dopo averne osservato il comportamento senza darlo a vedere.
E’ trepidante. Proprio come chi attende un regalo.
Davanti alla tazza di cioccolata calda si rinnova ogni volta il classico colpo di fulmine. E’ come riconoscere in mezzo a una folla  la persona che per sensibilità e affinità ti è affine.
Le labbra pescano nella tazza il sapore, una vera e propria immersione nel piacere. Se ne ritraggono con un buffo ghirigoro scuro, su cui Vera passa la punta della lingua per cancellarne l’impronta.
In questo momento non è solamente una donna single in carriera. E’ qualcosa di più e di diverso.
“Non mi vergogno di mostrarmi così soddisfatta” – mi dice, accorgendosi che la sto osservando da un pezzo. “Una volta che ti capita una cosa bella, bisogna godersela fino in fondo!”
Mi rendo conto che è un momento di festa. Se i segnali valgono qualcosa, presto usciremo dalla cioccolateria per far ritorno a casa. Vera mi chiede se voglio fare un salto da lei.
Ci conosciamo da tempo, è vero, ma non eravamo mai stati in contemporanea tanto vicini fino a questa sera.
Sono fiducioso di essermi guadagnato un posto nel cuore di Vera. Vicino alla cioccolata calda: una passione sconfinata.

 

Rita Lia