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Paese cioccolatoso - Paola Verga PDF Stampa E-mail

Paese cioccolatoso

 

Oggi è una giornata fredda, anche se c’è il sole, ho deciso che per riscaldarmi un pochino entro in un bar e consumerò una cioccolata calda. Mi siedo al tavolo e mentre aspetto, mi guardo in giro; dopo poco un cameriere me la porta.
È calda e fumante … i miei pensieri si fanno trasportare dalle papille gustative, che assaporando questa dolce golosità vanno in una sorta di estasi.
Chiudo gli occhi, e con un volo quasi angelico, atterro in un magico paese, che solo nella fantasia di chi come me impazzisce per un pezzo di cioccolato.
Sono in una cittadina dove, tutto ciò che ho davanti a me, è commestibile, fatto di questo ingrediente strabiliante.
C’è un viale alberato, di cui i tronchi delle piante sono fatti di pasta di cioccolato fondente,e in cima le foglie sono tutte di menta. Alcuni di loro sono da frutto e producono, dalle pesche, alle fragole, alle albicocche, che cadono dall’albero atterrando su dei teli che dolcemente li accolgono.
Proseguendo fra case di biscotti e fette biscottate, con finestre e porte di caramelle, troviamo al centro di una piazza una grossa fontana. Le piastrelle che la formano sono costruite con mattoni di brioche, alterati da piastrelle di pancarrè . da una grossa fragola posta in cima è sparato all’esterno, da dei tubi di liquirizia della cioccolata fusa,liquida e densa.
Le persone sono felici, è così che anch’io mi sento, mi guardo intorno e noto che i fiori che ci sono nei cespugli, attorno alla costruzione, sono profumatissimi e cosparsi di zucchero che li rende brillanti e cristallizzati.
La mia fantasia che troppo corse …è risvegliata da uno strano ma molto gradevole profumo.
I miei occhi ancora chiusisi aprono bruscamente e davanti a me c’è un bellissimo ragazzo.
È alto e magro, e ha un bel fisico, ha i capelli neri, e gli occhi marroni della stessa tonalità del cioccolato al latte. Si trova appoggiato al tavolino, e con una voce molto dolce e serena, mi chiede con un tono gentile, se va tutto bene!
Si gli rispondo, gli dico che mi sono lasciata trasportare dai miei pensieri, lui si siede nella sedia posta al mio fianco, e si presenta.
Chissà magari, la prossima volta che tornerò nel mio paese ciccolatoso, sarà con me?
Lo spero, non riesco a staccargli gli occhi di dosso, e mi chiedo, dove finora sia stato … ma quello che m’interessa in questo momento è conoscerlo meglio …

 

Paola Verga